Eccoci con la seconda parte del racconto "le lezioni di Genki" ad opera del nostro affezionato lettore Guz Meyer fortemente ispirato dalla cultura giapponese.
Ancora un grazie a Guz!
Passato lo shock iniziale, Genki riuscí a concentrarsi sulle parole della sua allieva, alla disperata ricerca di una spiegazione.
La tesina era già stata redatta giorni prima, era di eccellente qualità e non necessitava di input da parte del docente.
La tipologia dell’aiuto richiesto era di tutt’altra natura.
Yumi e il suo ragazzo, che anche lei chiamava per cognome - Suda, avevano iniziato a essere sessualmente attivi poche settimane prima.
L’esperienza era stata gradevole principalmente per il giovane studente - decisamente meno per la sua fidanzata.
Con gli esami alle porte, Yumi sentiva di avere bisogno di regolare e soprattutto appagante attività sessuale per scaricare lo stress dello studio.
Sperimentare posizioni e giochi con Suda le sembrava un modo inefficiente per pianificare un’azione correttiva - troppe possibilitá di errore, troppe variabili, troppi vicoli ciechi.
Il fidanzato aveva infatti dimostrato scarsa ricettività per qualsiasi attività di coppia esulasse dalla posizione “del missionario”, che sembrava soddisfarlo pienamente.
Il piano di Yumi era di testare nuove pratiche erotiche con un partner di provata esperienza e discrezione - Il Professor Uchida - per poi integrarle nel rapporto con Suda, efficientemente e rapidamente.
Ovviamente, sarebbero state poste in essere le necessarie precauzione, come l’obbligo imprescindibile dell’usare mezzi di contraccezione (ad eccezione delle pratiche non-penetrative) e l’uso di una “safeword” - una parola non di uso comune da utilizzarsi per segnalare al partner la necessitá di interrompere immediatamente l’attivitá.
Ovviamente, per il bene della relazione tra Yumi e Suda, quest’ultimo doveva rimanere all’oscuro dell’intera operazione.
Perché proprio lui, chiese Genki?
Il Professore - rispose la giovane - era noto per l'affidabilità, dedizione al lavoro e la disponibilità nell’aiutare i suoi studenti.
Inoltre, stando ad alcuni pettegolezzi carpiti in classe, il suo rapporto con la moglie era in crisi (qui Genki ebbe un doloroso sussulto) dalla nascita dei figli.
Era dunque ragionevole supporre che il Professore non godesse di una gratificante vita sessuale, come ulteriormente confermato dal fatto che il suo membro era in piena erezione nella stretta di Yumi, la quale non aveva allentato la presa per un secondo, durante la lunga spiegazione.
Oltretutto, in ossequio alla dottrina “MAD” (Mutual Assured Destruction - Distruzione Reciproca Assicurata) risalente ai tempi della Guerra Fredda, se uno dei due avesse deciso di danneggiare il partner, l’altro avrebbe avuto elementi per rivalersi, rovinando la vita privata e professionale del traditore.
La ragazza si aggiustó gli occhiali, una maschera di imperturbabile serietá.
“Professore, la prego di aiutarmi”.
—-------------------------------------------------
La “seduta di masturbazione” (Yumi si rifiutava di chiamarla “sega”) duró poco piú di dieci minuti e si consumó con Genki seduto su di una delle sedie della sala B3 e la studentessa in ginocchio davanti a lui, la camicetta sbottonata - in quanto fu stabilito che lo stimolo visuale avrebbe velocizzato il processo.
Fu seguita, due giorni dopo, da una fellatio (che Genki trovó eseguita con sorprendente perizia, per una ragazza che aveva iniziato a fare sesso solo poche settimane prima) e da un cunnilingus seguito da una vera e propria scopata (“rapporto penetrativo”) sul tavolo il Venerdí.
Il professore provava sentimenti contrastanti per quella che era - a tutti gli effetti - una relazione ambigua, probabilmente illegale.
Si sentiva in colpa per il povero Suda (non abbastanza peró, da ricercarne il nome completo) e per sua moglie Rumiko.
Era pur vero che, nel caso di quest’ultima, la passione che aveva contraddistinto i primi anni del matrimonio, era andata scemando fino a sparire del tutto. Era ormai quasi un anno che i due non facevano l’amore e Genki sospettava avesse un amante.
Durante il sesso, Yumi manteneva la stessa espressione di severa professionalitá di sempre, condita da una punta di apparente, malcelato fastidio - lasciando trapelare solo dei piccoli mugolii, quasi impercettibili, sincronizzati ai movimenti del suo partner, tanto che per un pó Genki pensó che non trovasse il sesso piacevole tout-court.
Si dovette ricredere quando Yumi, un piovoso lunedí pomeriggio in cui lo stava cavalcando su un tappetino da Yoga, si lasciò sfuggire un sonoro vagito, tremando per pochi secondi…
Salvo poi ricomporsi immediatamente, complimentandosi pacatamente con il professore per la “prestazione nelle aspettative”.
Genki sospettava che Yumi trovasse gradevole il sesso con lui, ma che avesse deciso di nasconderlo sotto una maschera di algida serietá.
Eppure, in certi frangenti, la barriera che la giovane poneva tra loro si incrinava .
A volte i pompini (“rapporti oro-genitali”) si facevano impercettibilmente piú intensi e rumorosi mentre lei sembrava cercare il contatto con i suoi occhi, con le guance che si deformavano nel tentativo di aderire alla sua asta.
In altre circostanze, le mani di Yumi correvano ai piccoli seni per un secondo o due mentre lui la penetrava - quando ciò succedeva, se credeva di non essere vista, la studentessa si mordeva brevemente il labbro inferiore.
Genki aveva iniziato a provare gusto per quella strana relazione - al netto della costante paura di venire scoperti, con le terribili conseguenze del caso.
Ciò che provava per Yumi - a parte una notevole, comprensibile attrazione fisica - era affetto misto a una punta di tristezza. Trovava infatti incomprensibile il continuo, costante desiderio della ragazza di contenersi in quelli che, per definizione, erano momenti di puro abbandono al piacere.
Sta di fatto che né lui né Yumi erano pronti a quello che sarebbe loro successo in quel torrido pomeriggio estivo.


Nessun commento:
Posta un commento