Continua e si conclude l'avventura di Hiro e Hikari concepita dal nostro Guz Meyer!
Buona lettura!
Hiro vira bruscamente per schivare il raggio di energia partito dal suolo.
Ingrandendo l’immagine vede che su di una collina, tre Ghiros modificati con pesanti armi laser al posto di un braccio lo hanno preso di mira - deve essere vicino al luogo in cui è rinchiusa Hikari!
Aprendo il fuoco, si getta in picchiata, schivando i letali raggi energetici.
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Hikari è riversa sopra il corpo del Ghiros che le sta penetrando la passerina, un sorriso ebete stampato sul volto coperto di sperma, mentre sopra di lei, il clone che le sta aprendo il sedere col suo pisellone color latte si sta mirabilmente sincronizzando con il suo collega al piano di sotto: quando uno estrae la nerchia, l’altro la spinge dentro il rispettivo buco con impeto - il loro scambio marcato da “Ghiii!” alternati.
La ragazza nemmeno si accorge che il drappello di Ghiros pronti al secondo (in alcuni casi al terzo) turno si sta aprendo per far passare un nuovo arrivato.
Lentamente Hikari alza lo sguardo: Black Train, il ridicolo ibrido uomo/locomotiva a capo del suo rapimento, torreggia su di lei.
Non indossa la parte inferiore del suo costume.
Tra le gambe color dell’ebano penzola, parzialmente eretto, un colossale, venoso, pulsante minchione nero.
“Eh?” mormora la ragazza, rintronata.
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Hiro fa rientrare le lame a vibrazione negli avambracci dell’armatura e reprime un moto di frustrazione. Altri tre Ghiros distrutti e ancora nessun segno di Hikari.
Improvvisamente l’AI di bordo manda una notifica: una serie di suoni che richiamano il timbro vocale di Hikari è stata rilevata provenire da un casolare nelle vicinanze. Il segnale è troppo confuso per capire cosa stia dicendo ma non ci sono dubbi: si tratta della sua fidanzata.
In un lampo, Aktraizer è in volo, in direzione dell’edificio segnalato dalla strumentazione.
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“SIII-IIIIIIIIII_IHI! Scopamiiii! Si! Oddio SI! Sono la tua troiaaaah… Viva Black Fireeee!”
Hikari grida mentre è riversa in una pozza di sperma, stringendosi i seni con le mani, le gambe divaricate in una “V”con le caviglie tra le mani di Black Train.
Il bruto la martella col cazzone durissimo, implacabilmente, con il suono bagnato di una fetta di carne sbattuta su un tavolo.
Le palle del gigante volteggiano avanti e indietro, sbattendo sul sedere della ragazza con un sonoro “PAF!” che complementa i “Ghiii!” dei Ghiros presenti.
Ogni tanto, dalla testa di Black Train parte uno sbuffo di vapore e un fischio di locomotiva.
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Hiro schiva abilmente il colpo maldestro del Ghiros contrattacca con le lame vibranti, tagliando a metà il clone. Le due sezioni si dissolvono in un liquido biancastro appena toccano il suolo.
E’ strano, pensa il ragazzo… piú si avvicina al casolare, piú i cloni soldato sembrano affaticati e svogliati, come se qualcosa avesse drenato le loro energie.
Una decina di cloni, al grido di “Ghiiii!” esce dal casolare, lanciandosi contro Aktraizer. Hiro assume la posizione di guardia.
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Black train è steso al suolo, le mani salde sulle chiappe di Hikari, che gli mostra la schiena.
La ragazza sta ballonzolando sulla durissima asta del gigante, ansimando, troppo presa dalla sua foga adulterina per realizzare che il numero di Ghiros spettatori si è ridotto a due.
All’improvviso, una serie di esplosioni detonano fuori dal casolare. Black Train scaraventa la ragazza al suolo e corre alla finestra. “Aktraizer…” ringhia.
“Ghiros, attaccate!” ordina il gigante, mentre goffamente cerca di rimettersi i pantaloni.
Hikari riavutasi, grazie anche al minor numero di Ghiros e dei loro feromoni nelle vicinanze, cerca di radunare i suoi vestiti.
Le pare di ricordare di aver visto una doccia nell’edificio…
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Hiro abbatte l’ultimo dei soldati-clone.
Solo un unico ostacolo rimane tra lui e Hikari.
Black Train esce dall’edificio, e con un balzo sgraziato si porta a pochi metri da Aktraizer. Anche lui sembra drenato di ogni forza vitale.
“Uh… Aktraizer… Senti… Non è il caso di…” “AKTRAIZER… BLADE!”
Il grottesco corpo del gigante si contorce un secondo o due prima di esplodere.
Hiro aziona il comando vocale che fa ritrarre l’armatura nel suo zaino e corre verso la cascina.
Il suo cuore ha un tuffo mentre vede la sua adorata Hikari uscire dall’edificio, apparentemente illesa,
Nemmeno nota che la ragazza ha i capelli bagnati, il cardigan all’incontrario e che non indossa mutandine sotto la minigonna. Le corre incontro e l’abbraccia, ricevendo un lungo bacio al retrogusto di fragola.
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Una settimana dopo
Hiro e Hikari si stanno concedendo un pomeriggio assieme.
La giornata è calda e i due si stanno godendo un gelato al parco, ridendo e scherzando mentre passeggiano mano nella mano.
L'idillio ha breve durata. Il familiare “Ghiiii!” segnala la presenza dei detestabili Ghiros e quindi, di Black Fire!
In breve, tra il fuggi fuggi generale degli astanti, Hiro e Hikari sono circondati . “Aktraizer… Henshin!”
In pochi secondi Hiro viene ricoperto dall’armatura potenziata. “Hikari…nasconditi in quel capanno degli attrezzi laggiú… Chiuditi dentro!” “...Si, Hiro…”
Voltandosi velocemente per accertarsi di essere seguita da qualche Ghiros, Hikari inizia a correre verso il capanno.
Il suo bel volto è illuminato da un sorriso, mentre un rivoletto di umori le scorre tra le cosce.


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