Il nostro affezionato lettore e collaboratore Guz Meyer ci ha inviato un nuovo racconto in due parti che farà felici i molti appassionati di anime e manga giapponesi.
Andiamo dunque a conoscere Hiro e Hikari!
Grazie Guz!
Donato
** Riassunto delle puntate precedenti **
Sotto la guida del geniale e malvagio Dottor Kuro, L’organizzazione criminale “Black Fire” minaccia la pace nel mondo!
Alla guida di un esercito di Ghiros (soldati sub-umani creati in laboratorio), i mostruosi generali ibridi di Kuro sferrano un attacco dopo l’altro all’ordine costituito, nel tentativo di impossessarsi del Giappone e del mondo!
Ma tra le fiamme del conflitto, un eroe si erge a difesa della giustizia: il giovane studente liceale Hiro Tsurugi!
Grazie all’armatura potenziata Aktraizer sviluppata dal nonno, il geniale scienziato Sho Tsurugi, Hiro combatte una lotta impari con le forze di Black Fire, aiutato dalla bella fidanzata Hikari e Yasuo, il buffo e silenzioso aiutante di laboratorio.
Nell’ultimo episodio, il malvagio Black Train e un drappello di Ghiros hanno rapito la giovane Hikari e la tengono in ostaggio, esca in una trappola volta alla distruzione del potente Aktraizer.
Riuscirà Hiro a salvare la sua dolce fidanzata e a sconfiggere le forze di Black Fire?
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Hiro maledice se stesso per essersi lasciato ingannare dai tirapiedi del Dottor Kuro.
Mentre era impegnato a combattere contro Black Train (un grottesco gigante, il cui torso ha la forma del fronte di una locomotiva, con un volto malvagio che emerge dal centro della caldaia), un gruppetto di Ghiros aveva sopraffatto Hikari e l’aveva trascinata via. Il mostruoso ibrido era solo una distrazione ed ora la sua amatissima fidanzata era l’ostaggio dei suoi odiati nemici.
Per fortuna Yasuo, il silenziosissimo aiutante di suo nonno, aveva già mobilitato uno stormo di
mini-droni calibrati sulle emissioni energetiche dei Ghiros - questo aveva ridotto di molto l’area della ricerca.
Mentre sorvola la campagna attorno a Tokyo grazie al sistema di volo dell’Aktraizer (che assomiglia a un’antica armatura Samurai incrociata con un coleottero cibernetico blu, con due prominenti corna rosse sulla fronte), Hiro mormora una silenziosa preghiera per l’incolumità della sua ragazza.
—
Hikari si rannicchia contro la parete del casolare abbandonato in cui i Ghiros l'hanno portata. Chiaramente i sub-umani servitori del Dottor Kuro (incapaci di pensiero indipendente) hanno ricevuto ordine di non farle del male.
La fanciulla osserva i suoi rapitori: creature umanoidi, alte non piú di lei, dalla pelle bianco latte. Sembrano statue abbandonate a metà da uno scultore svogliato, troppo pigro per aggiungere dettagli come ombelichi, orecchie e dita dei piedi.
Una griglia triangolare copre la parte del viso che in un umano normale ospita naso e bocca, mentre due lenti rotonde, non dissimili dall’ottica di una fotocamera, fungono da occhi.
A parte una piastra ovale all’altezza del cuore, l’unico capo di abbigliamento loro concesso è un pantaloncino aderente dello stesso colore della loro pelle a coprire le pudenda.
Hikari ha notato uno strano comportamento nei suoi rapitori. Se ne stanno in penombra e saltellano da un piede all’altro, nervosamente, quasi fossero indecisi sul da farsi.
Solitamente, i cloni emettono ad ogni occasione un acuto “Ghiiiiiii!”, che sembra essere l’unico suono a loro disposizione, ma ora sono stranamente silenziosi.
Il loro continuo saltellío porta un paio di loro fuori dal cono d’ombra in cui stavano rintanati. Hikari deglutisce rumorosamente.
Sotto i pantaloncini, solitamente piatti sul fronte, è presente un rigonfiamento dalla natura inconfondibile.
Tuttavia, per Hikari, se i bozzi sono familiari nelle forme, meno lo sono per le dimensioni: quando i peni eretti dei Ghiros non fuoriescono dall'elastico dei pantaloncini, tendono questi ultimi quasi fino al punto di rottura.
Cosa sta succedendo?
Perchè i Ghiros si comportano in questo modo atipico?
È presto detto: il Dottor Kuro, progettando i suoi soldati artificiali, li aveva sviluppati con la capacità di procreare con femmine di altre specie, munendoli di un apparato riproduttivo.
Quando risultó evidente che la clonazione era una modalità di riproduzione molto piú efficiente, piuttosto che rimuovere i genitali dal progetto, si limitó a renderli sterili e a rimuovere gli impulsi sessuali dai Ghiros.
Per qualche ragione, tali impulsi (evidentemente sopiti ma mai completamente eradicati) stanno riaffiorando nella mente alveare dei pallidi schiavi di Black Fire.
Forse è il bel viso di Hikari, incorniciato da lunghi capelli corvini e una vezzosa frangetta. Forse è il suo seno prosperoso, che si alza e abbassa sotto il cardigan rosa e la t-shirt nera.
Forse sono le gambe ben tornite e il sedere rotondo, messo in mostra dalla minigonna strappata. Alla fine, chi puó sapere cosa si agita nel cuore nero delle creature del malvagio dottore?
Oltretutto, come Hikari sta per scoprire, assieme ai bassi istinti dei bruti color alabastro, un altro tratto riproduttivo si e risvegliato: ogni Ghiros pronto all’accoppiamento rilascia una piccola dose di feromoni volti a inibire le difese delle femmine umane, peculiarità che il Dottor Kuro non si era mai curato di rimuovere (anche se ritenuta inutile) - assieme al leggero retrogusto di fragola che caratterizza lo sperma dei suoi schiavi-clone.
Hikari arrossisce mentre osserva rapita quei massicci peni pulsanti, bianchissimi - se non per una leggera sfumatura violacea sul glande - e lisci in modo innaturale, senza nemmeno una vena o un’imperfezione, quasi fossero scolpiti nel marmo.
Senza nemmeno rendersene conto, dalla posizione fetale in cui era rannicchiata, inizia ad allargare lentamente le gambe.
—
Hiro sussulta mentre il radar dell’armatura segnala quattro presenze ostili nello spazio aereo di fronte a lui. L’intelligenza artificiale dell’armatura li riconosce come Ghiros Flight Type - cloni modificati con Jetpack per il combattimento aereo.
Con un comando vocale Hiro fa uscire due rastrelliere di micro-missili dagli spallacci di Aktraiser e appena il sistema di bordo conferma il lock-on, lancia otto mini-testate contro gli avversari.
Due esplosioni in lontananza segnalano la dipartita di altrettanti Ghiros, confermata dalla sparizione dei rispettivi ping radar.
“AKTRAIZER… RIFLE!”
Un fucile a impulsi viene espulso dalla schiena dell'armatura, finendo in mano a Hiro. La battaglia per la salvezza della sua amata è iniziata.
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Hikari ansima e sbava mentre due turgidi peni Ghiros - uno alla sua destra, l'altro alla sua sinistra - si contendono l’uso della sua bocca: quando uno scivola fuori dalla cavità orale della ragazza (effetto combinato delle notevoli dimensioni dei glandi rosati e dalla frenetica attività della di lei lingua) l’altro smette di strofinare sul bel viso e scalza il rivale, trovando rifugio tra le labbra vogliose.
A volte succede che entrambi gli uccelli finiscano in bocca alla fanciulla per qualche secondo, con effetti tanto comici quanto osceni, sottolineati da gorgoglii e risucchi esagerati.
Un terzo Ghiros, in piedi dietro a Hikari, le sbatacchia la grossa nerchia sul capo, mentre la ragazza si masturba freneticamente sotto le mutandine fradice.
Il tutto sottolineato dai sonori “Ghiiiii! Ghiiiiiii!” di approvazione degli sgherri subumani.
Il volto di Hikari ha la stessa espressione di una persona costretta a pane ed acqua da due anni, finalmente alle prese con un succulento arrosto con patatine.
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L’ultimo Ghiros esplode con un boato accecante.
Hiro consulta la strumentazione di bordo - nessuna minaccia in arrivo.
Apre un canale video con Yasuo - il faccione obeso del silenzioso e occhialuto assistente appare in una finestrella ai lati del suo campo visivo.
“Yasuo, nessuna traccia di Hikari?”
Imperturbabile come sempre, Yasuo scuote leggermente la testa in segno di diniego emettendo un singolo fonema: “Guh!”.
“Va bene, continueró a scansionare l’area, tienimi informato… Hiro out!”
Con un rombo, Aktraiser sprinta nei cieli sopra la campagna, proseguendo la ricerca.
Appena il collegamento si interrompe, Yasuo riporta sullo schermo il feed video del mini-drone appollaiato sul davanzale della finestra del casolare, focalizza la videocamera su Hikari e i Ghiros e riprende a masturbarsi il pene grassoccio.
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“Schluuuuurp” sbava Hikari, gli occhi rovesciati verso l’alto.
Si trova a quattro zampe, un Ghiros sdraiato sotto di lei con la testa tra le sue ginocchia e il cappellone rigonfio tra i seni, in un perfetto “69”.
È emerso che i Ghiros sono muniti di una lingua lunga 1,5 volte quella di un umano normale, nascosta sotto la feritoia che funge da bocca.
In questo frangente, in un concerto di “Ghiiii! Ghiiii!”, il subumano sta slinguazzando il clitoride di Hikari, mentre un secondo clone la sta penetrando vigorosamente da tergo, tirandole i folti capelli neri.
Due ulteriori Ghiros stanno in ginocchio ai lati del suo viso mentre la fanciulla lecca i loro peni con la
punta della lingua, dal glande ai testicoli e nel senso contrario, fermandosi solo per un fugace bacio con risucchio a uno dei due minchioni.
Il resto dei cloni aspetta pazientemente il loro turno, masturbandosi al suono dei loro “Ghiiiii!”.
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