La giovane lettrice Greta continua il suo racconto "Tutta colpa di quel blog" con questo terzo torrido episodio corredato da immagini create dalla stessa Greta.
Questo racconto sta riscuotendo un ottimo successo presso i lettori e di questo non posso che ringraziare Greta!
Donato
Dopo il successo su "quel blog" del
mio racconto, le chat con Donato continuarono nei giorni successivi
diventando sempre più eccitanti e bollenti. Lui mi ordinava come e
quando toccarmi e ogni volta ci inventavamo delle fantasie erotiche tra
le più proibite e scandalose dove anche lui eccitato poi si masturbava
venendo tantissimo. Avevo una curiosità sempre più forte di vederlo e
anche di farmi vedere, ma poteva essere anche rischioso per entrambi
essendo di fatto dei perfetti sconosciuti. In una delle nostre ultime
chat venne fuori la questione della nostra differenza di età, scherzando
gli dissi che poteva benissimo essere il mio "daddy" e da quella volta
divenne il mio virtual daddy del sesso, tramutando le nostre fantasie in
un gioco sempre più incestuoso. Da li la voglia di entrambi di far
diventare quella fantasia realtà prese il sopravvento e facendomi
coraggio alla fine di una delle chat dove il mio daddy mi aveva fatto
squirare all'inversosimile scriisi: "Quando ci vediamo? Io non resisto
più...giuro che non ti metterò nei guai,ma io ho troppa voglia di essere
tua veramente!"
- "Sei troppo piccola,Non sapresti
gestire questa cosa.Toglitelo dalla testa. Ne riparleremo tra qualche
anno magari..." mi rispose lui.
-"Qualche anno?! Io non resisto! Io
voglio vederti adesso. Non voglio una relazione o quelle cazzate
sentimentali,ma voglio essere sverginata da te. Tu poi continuerai a
fare la tua vita e io la mia...se non ci incontriamo io smetto di
scriverti e mi trovo un alto daddy. Sai quanti ce ne sono in rete che si
fanno meno scrupoli di te? Vuoi che finisca con uno qualsiasi dei
tanti?"
- "Sei pazza, una pazza mocciosa.Potresti finire nelle mani di un maniaco..."
- "Appunto,di te mi fido,so che sei
una brava persona, sei quello perfetto per me, ma se mi dirai di no io
non so quanto resisterò...finirò per cedere con un altro, lo sento...ti
prego daddy"
- "TU SEI LA MIA TROIETTA" digitò
questa frase con lettere maiuscole. La chat si interruppe per qualche
ora. Tornai a studiare fin quando l'avviso di messaggio non mi fece
trasalire. Corsi a leggere:
- "Ci vediamo a Rivafratta. Sabato
10 .Il paese lo conoscerai, è esattamente a mezz'ora di treno dalla tua
città e a un ora di macchina dalla mia. Fatti trovare fuori
l'Hotel Palace alle 15, si trova vicino alla stazione. Li lavora una mia
vecchia conoscenza che non ci farà problemi con i documenti e la
registrazione e otterremo una camera per tutto il pomeriggio in forma
anonima, almeno per te. La sera tornerai a casa con il treno in tempo
per la cena e nessuno dei due correrà dei rischi, se tu non farai la
bambina combinando dei guai. Se ti comporti bene e darei retta al tuo
daddy, ti divertirai molto, altrimenti non mi rivedrai e sentirai mai
più."
Con quest'ultimo messaggio il mio
corpo fu scosso da brividi, nonostante fuori ormai facesse caldo, la
primavera stava per diventare estate. Brividi di paura e piacere. Dovevo
essere impazzita, avevo insistito veramente per vedere un perfetto
sconosciuto dal vivo e lui adesso aveva accettato. Un incontro in un
hotel con un uomo maturo, per fare sesso. Si ero impazzita, ma la voglia
vinceva su di me e poi mi sarei prevenuta: 1) mi sarei prima appostata
da lontano, per vederlo prima di avvicinarmi. Se non fosse stato il figo
che immaginavo sarei fuggita via 2) Avevo controllato l'hotel, un
cinque stelle, vicino alla stazione, un hotel serio, per uomini di
affari, vicino a un famoso centro congressi. Un posto dove nel caso
estremo fossi finita tra le grinfie di un pazzo avrei potuto chiedere
aiuto. No?
Capirete bene che se sono ancora qui
a scrivervi non è il mio fantasma che lo fa, non sono stata vittima di
un serial killer, ma il punto uno delle mie "precauzioni" lo misi in
prattica. Arrivata sul posto dell'appuntamento con largo anticipo mi
nascosi dietro un angolo della strada difronte all'ingresso dell'hotel
Palace. Ero molto agitata, pregavo che un uomo vecchio, grasso o
molliccio non si presentasse in camicia bianca, pantalone scuro e
occhiali da sole (così Donato ,in un successivo messaggio, mi descrise
il suo outfit per l'appuntamento) e quando ne vidi uno vestito in quel
modo stavo per fuggire via! Era un tipo improbabile, magrissimo, un po'
ingobbito, più anziano di mio nonno che sceso da un taxi fumava in modo
nervoso,guardando il suo orologio. Che stupida ero stata, mi ero fatta
il viaggio per un ragioniere ingobbito, grigio e sfigato! Nel momento
che mi apprestavo a voltarmi e tornare verso la stazione vidi il vecchio
ragioniere abbracciare un altro tizio in giacca e cravatta appena
arrivato di corsa. I due discutendo entrarono in hotel. Tirai un sospiro
di sollievo che venne subito smorzato dall'arrivo di un altro uomo in
camicia bianca, pantalone scuro, alto, moro con occhiali da sole,
stavolta bello, prestante come me lo ero immaginato io. Era solo, si
guardava attorno. Io rimasi bloccata, non sapevo che fare. Dopo un po'
lo vidi armeggiare sul suo cellulare e al mio arrivo un avviso da
messanger. Mi nascosi dietro l'angolo, tirai fuori dalla mia borsetta il
cellulare e lessi il messaggio "Sono qui! So che sei nascosta da
qualche parte per accertarti che io sia di tuo gradimento...Ti piace il
tuo daddy? Vieni a salutarlo, troietta"
Entrammo nella hall dell'hotel,
Donato prima di vacare l'ingesso mi aveva velocemente spiegato che una
delle receptionist oggi di turno, una certa Mara, era amica sua e
sarebbe stata la nostra complice registrandomi come sua figlia, quindi
non mi avrebbe chiesto il documento, ma dovevamo lasciare la camera
entro le 19. Dovevo dire a chiunque nell'hotel avesse dovuto fare delle
domande di essere sua figlia e la cosa mi eccitava troppissimo. Al
bancone della reception c'erano due belle ragazze sui 20/30 anni, una
signora più grande sui 50 anni e un uomo sui 35 che parlava in inglese a
un gruppo di stranieri. Non riuscivo a staccare gli occhi di dosso da
Donato che nel frattempo si era cambiato gli occhiali inndossandone
adesso un paio da vista. Sembrava piuttosto freddo nei miei confronti,
forse non gli piacevo. Mi resi conto che potevo vestirmi e truccarmi più
da figa, invece ero andata li con un top rosa e una minigonna
abbastanza anonima, non mi ero neanche tanto truccata optando per un
look acqua e sapone. Vederlo attendere e fissare intensamente le due
ragazze al bancone, tutte tirate, bellissime e sensuali, mi fece sentire
una scorreggina in confronto. Chissà delle due chi era questa Mara, una
era castana capelli lunghi e vaporosi, bel seno, l'altra una ragazza
mora riccioluta, taglio corto, dall'aspetto un po' latino, molto
attraente nel suo vestito rosso fuoco. Entrambe stavano facendo il check
in ad alcune persone...Magari Mara era invece la signora sui 50, anche
lei una bella donna, ma più attempata, però appena restò senza nessuno
al suo desk Donato non si mosse e quindi la esclusi. Dopo circa 5 minuti
scoprì che Mara era la mora riccioluta col capello più corto. Ci
avvicinammo al desk e trai due scoccarono sorrisi di intesa, dopo un
rapido "ciao". Lei si mise a digitare velocissima sul terminale e poi
,da non so dove, tirò fuori una card magnetica da porgere a Donato che
la prese ringraziandola, dandole in cambio la sua carta di credito. Lei
sempre con un sorriso da gattona mi guardò e disse: "Benvenuta al Palace
Greta, goditi il breve soggiorno con il tuo papà e per qualunque
necessità sono a tua disposizione"
- "La ringrazio" dissi ricambiando
il sorriso un po' intimidita. Non mi aspettavo che si rivolgesse a me,
ma subito Donato mi afferrò la mano dicendo: " Andiamo piccola, il
soggiorno sarà breve, ma intenso spero..." e mi tirò via verso gli
ascensori. Era il primo contatto fisico, la sua mano forte, che mi
tirava a se, mi fece fremere già di emozioni e voglie. Allontanandomi
buttai uno sguardo verso il desk di Mara e lei mi guardava ancora
sorniona e sorridente. Quei due erano amanti,ci avrei scommesso
qualsiasi cifra, complici in altre avventure come questa mi sa...pensai
tra me e me salendo in ascensore.
Nella cabina non eravamo soli, c'era
un altra coppia anziana e un signore con la barba che sembrava un uomo
d'affari. Io ero ancora mano nella mano con Donato, mi accorsi che la
signora mi fissava e sorridendo dissi: "A che piano siamo papy'!"...
"Al settimo!" - rispose in tono
fermo e deciso Donato, prima di guardare l'anziana signora e sorridere
accarezzandomi la testa. La donna ricambiò il sorriso con uno sguardo
intenerito verso il compagno che sicuramente era il marito. Notai che
anche l'uomo d'affari con la barba sorrise, ma non era un sorriso
tenero, piuttosto uno molto malizioso e ammiccante. I due anziani
scesero al quarto piano con un "buonaserata". Il barbuto invece scese
con noi al settimo e per il resto del tragitto non fece altro che
guardarmi. Mi sentivo a disagio, mi batteva il cuore, ma non so perché
la cosa mi eccitava anche. Donato non mi lasciò mai la stretta della sua
mano. Finalmente le porte del settimo piano si aprirono e uscimmo.
L'uomo con la barba ci ignorò andando verso la sinistra del lungo
corridoio, come noi ignorammo lui girando a destra. Giunti alla nostra
camera entrammo dentro e lui afferrandomi i polsi mi disse guardandomi
dritta negli occhi:
-"Sono proprio un daddy fortunato,
ho veramente una bella bambina...chissà se sarà anche brava come la sua
fervida fantasia porcella prometteva"
- "Grazie daddy...prima quando ci
siamo visti fuori dall'hotel pensavo di non piacerti, ma ho sbagliato
outfit, forse dovevo vestirmi più sexy, da donna..."
- "Tu non sei ancora una donna, sei
qui per diventarlo, è giusto vestirti da lolilta, anzi mi aspettavo di
vederti ancor più in abiti da scolaretta o monella con le treccine
legate...ma devo dire che questi tuoi lunghi capelli biondi con
frangetta ti fanno sembrare un innocente angioletto e questo me lo fa
diventare ancora più duro!" disse accrezzando un po' i miei capelli e
verso le punte accennando a tirarli leggermente, ma con una certa
decisione nella presa.
Era molto più alto di me, avvenente,
un vero uomo maturo atletico che emanava anche un buon profumo di
pulito e un aroma forte e maschile. Appena sentì che la mia frangetta
glielo faceva vebire più duro d'istinto il mio sguardo si abbassò sul
suo pacco e in effetti sembrava essere gonfio, molto gonfio.
Subito dopo mi sfilò la cannottierina rosa e mi ordinò di togliermi la gonna e rimanere in mutandine...
Non
faceva freddo, ma rimanendo seminuda davanti a lui con le mie piccole
tettine spogliate fece si che il mio corpicino iniziasse a tremare, lui
se ne accorse e come se fosse eccitato ancora di più dalla mia sottile
paura sorrise in maniera quasi diabolica e allungando la sua grossa mano
mi toccò il mio seno minuto comunciando a stringerlo e a giocare con i
miei capezzolini. La mia bocca cominciò a gemere e lui come attirato dai
miei gemiti e sospiri tolse la mano dal mio seno e mi infilò un dito in
bocca dicendomi : "Fai vedere e sentire al tuo daddy come sai usare la
tua bocca oltre che per gemere come una lurida troietta...". Iniziai
allora a succhiare e leccare il suo dito, come se al suo posto ci fosse
stato un succulento gelato o uno stecco alla liquirizia e lui dopo un
po' sembrò soddisfatto tanto che afferrandomi la testa da dietro se la
spinse verso la sua bocca iniziandomi a limonare con una bravura che non
avevo mai sentito nei baci scambiati con i miei coetanei maschi. Quello
era un bacio di un vero uomo con esperienza che sapeva come usare la
lingua e le labbra trasportandomi completamente in un mondo del quale
non avevo mai varcato la soglia. Mi faceva girare la testa, quella bocca
e quella lingua erano come un vortice marino, dove la nostre salive
erano le onde che si infrangevano tra di loro creando dei fili
appicicosi tra le nostre bocche, come fossero tentacoli di una piovra
che voleva attirare i nostri due corpi sempre più vicini. Il mio così
piccolo e minuto e il suo così possente e atletico...
E così infatti i nostri corpi si
avvicinarono, lui si mise a sedere su una poltroncina della camera
trascinandomi con forza fino a farmi sedere a cavalcioni sul suo pacco
divenuto ormai un bozzo enorme e duro. "Non vuoi giocare a trotta
cavallina col tuo daddy...Dai trotta piccola mia! Trotta!" disse
rifulandomi uno scapaccione sul mio sederino. Cominciai ansimando a
trottare sopra il pacco del suo pantalone strusciando le mie mutandine
sempre più umide su quella massa dura e grossa e mentre lo facevo
istintivamente cominciai a sbottonare la sua camicia bianca per ammirare
il suo petto nudo e atletico che mi faceva bagnare ancora di più. "Ti
piace il tuo daddy eh?"...Mi strinsi a lui e sempre più ansimante con
quel pacco duro premuto sulle mie mutandine tornai verso la sua bocca
vogliosa di un altro bacio dei suoi dicendo "Oh si daddy, mi piaci
tanto, baciami ancora ti prego..."
Ma lui ridendo spinse la mia testa in basso e rispose: "Eh no bambina mia...Adesso devi baciarmi tu, ma non in bocca!".
Le mie labbra si ritrovarono
pressate sul suo petto, poi verso il suo ombellico fino ad arrivare alla
cintura dei pantaloni. La sua mano continuava a spingermi giù...
Baciai e leccai il suo corpo nudo e
poi quel gran bozzo gonfio e duro del pantalone riempendolo di saliva,
mentre masturbavo la mia giovane fichetta ormai in fiamme strusciandola
freneticamente sul suo ginocchio. Sentivo i suoi gemiti ora, la sua voce
un po' strozzata dal godimento che mi ordinava di leccare tutto il
pacco senza però tirarlo fuori: "Fai la brava bambina, succhia e lecca
il pacco del tuo daddy, trova le palle con la lingua e lecca anche
quelle ma senza tirarlo fuori...Non sei ancora pronta per quello!"
Non ero pronta per prenderlo in
bocca? Ma io volevo prenderlo, volevo imparare. Ero vergine e inesperta, è
vero, ma si deve pur iniziare se si vuole imparare. Timidamente provai a
farglielo notare dicendogli le mie ragioni, ma lui non volle sentirle
mi alzò di peso e si mise lui a leccare il mio corpo nudo, tirandomi
pian piano giù le mutande, palpando il mio culetto e poi infilandomi la
lingua in mezzo alle gambe e facendomi letteralmente urlare dal piacere
fino a farmi squirtare: "Vengoooo Daddy!! Vengooooo!" urlai e poi
ansimando lo pregai:
"Daddy ti prego, fammi vedere il tuo grosso cazzo,
fammelo leccare, spompinare! Voglio imparare..."
"Zitta! Sei ancora una mocciosa
inesperta non sei in grado di fare certe cose, devi prima imparare da
chi sa farle...Girati che devo punire questa tua interperanza!"
Mi fece girare, piegandomi a 90 con
la forza facendomi poggiare sul bordo di un tavolinetto della camera.
Cominciò a torarmi i capelli alternando sculacciate sonore a struscaite
del suo pacco duro in mezzo alle mie chiappe e sulla fichetta
sbrodolante. Io urlavo di dolore, ma la mia piccola fica continuava a
colare sempre di più, nonostante avvessi da poco squiratato. Sentire la
sua violenza e quel cazzo duro sulle mie parti intime mi faceva
impazzire dalla voglia di essere scopata senza pietà ed è quello che gli
urlai "Scopami Daddy, ti prego, sverginami, ho voglia del tuo cazzo!!".
Un'ultimo schiaffo fortissimo sulle chiappe mi fece trasalire,
lasciandomi senza fiato. Donato tiro i miei capelli con forza
all'indietro e sussurrandomi nell'orecchio mi disse: "Non hai capito
cucciola di cagna in calore che prima devi imparare! Quello di oggi è
solo un test, tra poco riceverai una dimostrazione pratica da una vera
donna, una esperta che sa gestire un grosso cazzo come il mio. Se starai
brava, buona e attenta, forse imparerai qualcosa e forse un giorno
potrai avere il mio cazzone...MA ADESSO GUARDA E IMPARA!"
Finita quella frase mi fece sedere
su una poltroncina, prese il telefono della camera e chiamò la reception
"Camera 72...Posso parlare con Mara, grazie..."
Dopo qualche minuto bussarono alla
porta della nostra camera, Donato mi ordinò di mettermi buona seduta in
un angolo, poi completamente nudo si avviò ad aprire. Nella stanza entrò
la bellissima ragazza della reception. Era allora lei la sua complice. I
due erano chiaramente amanti, si conoscevano. Lei in un attimo lasciò
cadere sul pavimento il suo vestito rosso, rimanendo con un completino
intimo sexy dello stesso identico colore. Era bellissima, statuaria e
vicino al corpo nudo del mio daddy altrettanto atletico e tonico
sembravano una coppia veramente super sensuale. Mara mi salutò con un
sorriso tra il dolce e il malizioso: "Ciao piccola! Io e il tuo daddy
siamo cugini, viene spesso qui in compagnia di sue colleghe di lavoro,
amiche e amanti e ogni tanto le condivide con me, la sua cuginetta. Di
solito sono mie coetanee o anche donne più mature che poi nelle nostre
fantasie divengono zie, mammine, sorelle...è la prima volta che porta
con se una studentessa carina come te, ma sono contenta che abbia
finalmente una figlia! Però una cucciolina come te deve imparare come si
gioca, quindi ti mostreremo come i due cugini incestuosi giocano da
sempre, imparerai come una piccola monella che spia il suo daddy di
nascosto..."
Finita questa "presentazione" Donato
rise e con decisione fece inginocchiare Mara ai suoi piedi guidando la
sua testa verso il grosso cazzo duro che in pochi istanti finì tra le
labbra della cugina..."Guarda come la mia brava cuginetta sa sbocchinare
il mio cazzo...Prima lo inumidisce bene con labbra e lingua dalla punta
per poi leccare ogni centimetro fino alle palle..." Mara mi sembrò una
vera maestra nel leccare e succhiare quel bel cazzo grosso. Avevo visto
dei porno e lei pareva proprio una di quelle ragazze dei video, capaci
di inumidirlo tutto, leccarlo come uno stecco di gelato Magnum per farlo
scomparire poi tutto in bocca nonostante le grandi dimensioni del
membro. Mi chiesi se ne sarei stata altrettanto capace, seguire così
bene, come faceva Mara, il ritmo delle spinte di mano e bacino che dava
Donato come a scoparla nella bocca, senza strozzarsi, soffocarsi quasi
mai...Si vede che era abituata, che tra loro c'era una grande intesa.
Ossevavo con una vera voglia di imparare, ma anche una voglia pazzesca
di essere al posto di quella donna. Ero assai gelosa del mio daddy...
Ad un certo punto sentì un rantolo
forte uscire dalla bocca di Donato e uno spruzzo di sperma schizzò in
bocca a Mara che cercò di berlo e raccoglierlo tutto, nonostante fosse
un flusso molto abbondante. Mentre Mara raccoglieva gli schizzi Donato
mi fece cenno di avvicinarmi a loro. Con il fiato mozzato dall'emozione
li raggiunsi immediatamente e in quel momento Mara si alzò mi prese la
testa tra le mani e avvicino la sua bocca colante di sperma alla mia.
"Assaggia anche tu piccola il seme del tuo daddy..." disse prima di
baciarmi e passare con la sua lingua lo sperma di Donato nella mia
bocca.
"Brave le mie troiette" commentò
Donato estasiato nel vederci, poi si mise dietro di me stringendo il mio
corpicino in mezzo ai loro "Ti piace il latte del tuo daddy eh? Mi sa
tanto che è il primo che assaggi..." disse mentre sentivo il suo cazzo
ancora turgino e un po' umido sfregarsi in mezzo alle mie chiappe e
sulla schiena...Si, era proprio la prima volta che lo assaggiavo ed era
gustoso, cremoso, un po'dolce e un po' salato, come uno yogurt...Quanto
volevo essere posseduta da Donato, ma la lezione non era ancora finita.
Mi rispedirono nel mio angolino ad
osservare e imparare. Il tempo di scambiarsi tra di loro dei baci, morsi
sul collo e delle carezze molto intime e il cazzone di Donato fu nuovamente eretto e durissimo come prima della venuta. Prese Mara in
braccio e cominciò a scoparla furiosamente in piedi. Guardavo il tutto a
bocca aperta, sentivo lei gemere e sobbalzare ad ogni colpo e lui a
insultarla con le peggiori parolacce. Ogni tanto schiaffeggiava anche le
sue chiappe...L'atmosfera era veramente infuocata!
"Il tuo daddy sa scopare le donne
come si deve! Il suo cazzo è grosso, duro, potente! Lo vorresti dentro
la tua piccola fighetta bagnata, vero piccola? Sditalinati davanti a
noi, goditi lo spettacolo e implora il tuo daddy di scoparti forte come
sta scopando me!" - disse lei tra un gemito e l'altro di quella
forsennata scopata in piedi.
Li guardavo masturbandomi la
fichetta ansimando con le spalle al muro "Si Daddy scopa forte anche
me...Ti prego!" urlai quasi singhiozzando!
"Ti piacerebbe troietta, ma sei
ancora troppo acerba, quando mi dimostrerai di essere una vera
zoccoletta forse allora avrai il mio cazzone! Cosa devo fare a questa
puttana? Dimmelo, fammi capire quanto sei troia e vogliosa di imparare!"
- gridò lui guardandomi dritta negli occhi, ma continuando a penetrarla
con foga....
"Inculala daddy...spaccale il culo!" dissi con un tono quasi sadico simile al suo
"Tale padre, tale figlia...Brava la
mia bimba, risposta esatta: 10 punti in troiaggine!" e dicendo questo
mise Mara a terra a quattro zampe.
Soddisfatta dei miei punti guadagnati
mi alzai e andai a sedermi sulla poltroncina per gustare meglio lo show
e continuare il mio ditalino. La mia fichetta era un fuoco, continuava a
gocciolare in maniera oscena ed esplose quando sentì il grido di Mara
trafitta nel suo bel sedere dal cazzone del mio dad! Lui era una furia,
una bestia in calore, la inculava senza alcun ritegno, tirandole i
capelli e poi premendole la faccia sul pavimento. Mara urlava di dolore e
piacere, dietro una serie di colpi che la facevano sobbalzare e poi
come in un concerto all'unisono nella stanza si levò un "VENGOOOOO"
urlato da tutti e tre.
Mara schizzò sul pavimento, Donato nel culo di
lei e io in faccia a Mara con un getto incredibile e mai fatto che partì
dalla mia passerina colpendo il suo viso...
Avevo assistito ad una lezione di
sesso sfrenato offerta da due veri maestri che ora si accasciavano al
suolo uno sopra l'altra esausti. Era bello vedere quei due corpi
ansimanti e nudi. Corsi in bagno a sistemarmi piena di agitazione, mi
lavai e rivestii cambiandomi il top e le mutandine perché erano entrambi
ancora bagnati dall'emozioni provate quando li avevo addosso; una volta
uscita vidi Mara e Donato sdraiati sul letto a baciarsi. Avrei voluto
unirmi a loro, ma avevo paura di perdere il treno per tornare a casa
"Devo andare...Spero di essere stata una brava allieva, voi siete stati
fantastici".
"Vieni a dare un bacio alla tua bis
cugina, sei stata bravissima e poi saluta come si deve il tuo papà" - mi
disse Mara con dolcezza facendomi ceno di salire sul letto in mezzo a
loro. Una volta salita mi ritrovai le loro due lingue in bocca che mi
limonarono per qualche minuto facendomi di nuovo bagnare, fin quando
Donato non mi rifilò un sonoro scapaccione dicendo:
"Ora fila via piccola o perderai il treno...Ci sentiamo presto!"












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