domenica 20 settembre 2020

VACANZE ESTIVE - EPISODIO 4 Il Padrone (By Letizia Amore 70)




Proseguono le vacanze estive di Rosa costretta a sottostare al volere del suocero filippo che farà di tutto per mettere ulteriormente in crisi il rapporto della donna con il marito Massimo.

Letizia Amore si conferma scrittrice ricca di inventiva nonché profonda conoscitrice dell’animo umano….



Donato






Ep 4





Rosa, tremava, suo suocero, continuava a leggere e cominciò a rispondere a Roberto, come se fosse lei a parlare, cercò di strappargli il cellulare, ma lui fu veloce a impedirglielo,

-:Ferma li troia, non vorrai che dica a Roberto, che ti ho vista fare la troia in spiaggia!

quello no, non poteva dirglielo, anche se suo marito, ormai aveva accettato le corna, non era sicura che avrebbe accettato che il suo patrigno sapesse che era un cuckold, temeva il suo giudizio, lo aveva sempre tenuto, ma non aveva scelta, doveva bluffare,

-:Diglielo pure, non me ne frega niente!

ma nello stesso tempo abbassò le mani, Filippo, sorrise beffardo e Rosa, capì di non avere più scampo, oltretutto moriva dalla voglia di farsi scopare da lui,

Ø  Amore mio, scusa, sono una troia!

iniziò a scrivere, mentre lei tremava, guardando il cellulare, che intenzioni aveva,

Ø  Dimmi cosa vuoi che faccia...

Ø  Farò qualsiasi cosa, ma ti prego, perdonami!

perché scriveva quelle cose, cosa voleva facesse il cornuto, dove voleva arrivare,

Ø  Sarò la tua puttana, dimmi che sono la tua puttana

Ø  Perdonami, non posso fare a meno del cazzo, li voglio enormi, duri, voglio la sborra

Ø  Ne voglio tanta, mi piace ingoiarla, mi piace prenderlo tutto nel culo

Ø  Sono una cagna, una lurida puttana!

Rosa, non avrebbe mai scritto cose del genere, non si sarebbe mai umiliata tanto, specialmente dopo come aveva insistito suo marito, perché lo tradisse e soprattutto, mai, visto che proprio il fatto che lui la appellasse in quel modo, la fece trasalire sino a spingerla a farsi rompere il culo, da Massimo, passarono alcuni minuti e arrivò un messaggio, che Filippo, lesse ad alta voce,

Ø  Troia, ho sempre saputo che sei una puttana

suo suocero le mise una mano tra le cosce e cominciò a frugarle la figa laidamente,

-:Vedi, lo sa anche lui che sei una sgualdrina, una poco di buono, una donnaccia!

usò i termini più triviali che conosceva, i più squallidi,

-:E ti piace esserlo, hai la figa fradicia, tu vuoi il cazzo! Vorresti ti scopassi ora, puttana!

si divertiva, Rosa, moriva dalla voglia di farsi scopare da lui, non era voglia di cazzo, no! Voleva che fosse quel bastardo a scoparla, umiliandola ed insultandola pesantemente. La fissò e ricominciò a stuzzicare il figliastro, portandolo a fare richieste precise,

Ø  Dimmi cosa vuoi che faccia, voglio che me lo chiedi tu amore!

le tremavano le gambe, quel farabutto di suo suocero, la stava penetrando con due dita,

Ø  Troia, voglio che abbordi due, tre camionisti

Filippo, lesse il messaggio a voce alta, scoppiando a ridere senza pudore,

Ø  Vai sull'autostrada, nei parcheggi, di notte

Ø  E cerchi due o tre camionisti che ti sbattano come una troia!

leggendo l'ultimo messaggio, la sua risata si fece sarcastica, sfacciata, truce, lei si sentì gelare, ma il suo corpo era distaccato dalla sua mente, la sua figa, come fosse dotata di cervello proprio, sbrodolò copiosamente sulla mano di Filippo,

-:Tuo marito è davvero un gran cornuto, stasera ti porterò a divertirti puttana!

voleva facesse ciò che Roberto, le aveva chiesto in quel messaggio!? No, non lo avrebbe fatto, non voleva assolutamente fare una cosa del genere,

-:No, non lo farò mai, scordatelo, quel cornuto può dire ciò che vuole, non lo farò!

un inutile tentativo di resistere, di non piegarsi, se glielo avesse chiesto Filippo, sicuramente lo avrebbe fatto, ma cedere alle richieste di quel cornuto, segaiolo di suo marito, no,

Ø  Davvero vuoi che faccia la troia in questo modo?

gli rispose lui, continuando a fingere, divertito dalla sua reazione,

-:Non vuoi farlo? Vediamo cosa ne dice il cornuto!

Ø  No, ti prego amore, non farmi fare questo, così no, ti prego!

il tempo passava, ma Roberto, non mandava risposta, Rosa, si sentiva a disagio, Filippo, la fissava insistentemente, si sentiva nuda, nonostante il pareo che celava il suo corpo,

-:Cosa, dobbiamo fare? Quel povero cornuto non risponde, però mi piacerebbe veramente vederti far la puttana con dei camionisti!

le disse suadente, aveva capito che lei, non si sarebbe opposta ad una sua richiesta diretta,

-:Davvero, vorresti vedermi fare una cosa del genere?

nelle sue parole, nella voce, si leggeva una resa incondizionata, nonostante lo detestasse con tutta se stessa, Rosa, lo avrebbe fatto per lui,

Ø  Come mi devo vestire?

guardò Filippo, non le aveva risposto, ma era chiaro che le avrebbe fatto fare ciò che il marito dettava via whatsapp, ma non riuscì a dire nulla, cercava di impietosirlo con lo sguardo,

Ø  La minigonna bianca, quella a portafoglio

Ø  E la camicetta nera trasparente!

Ø  Senza mutande, devi essere tutta troia!

suo suocero la guardò, fermò la macchina e le sorrise, si sentì morire, capì che Filippo, aveva capito, di avere il controllo su di lei e nestava approfittando,

-:Allarga le gambe puttana, fammi sentire ancora la tua figa!

no, non poteva farlo, quel bastardo non doveva, Rosa, sentiva le fiamme divampare nel basso ventre,  nonostante tutto, quella situazione assurda la stava eccitando, le mise una mano sulla sua coscia e forzando un po', non dovette fare molta fatica, lei non oppose resistenza, le fece spalancare le cosce e le dita scavarono rudi nella sua figa già fradicia,

-:Troia, sentì che lago, ti piace l'idea del tuo cornuto, vero!? Non vedi l'ora di farti sbattere da tre o quattro camionisti, vero Puttana?

quella retorica sarcastica, la fece trasalire,

-:Bastardo, perché non mi scopi e basta, cosa vuoi da me! Perché mi stai torturando così?

le infilò due dita nella figa senza risponderle e cominciò a masturbarla, fremeva di desiderio, stava già godendo e non aveva la forza di fermarlo. Mise in moto la macchina e ripartì, pochi minuti dopo arrivarono davanti a casa sua, Rosa, sperò di riuscire a sedurlo ed evitare così, che la costringesse acercare i camionisti sull'autostrada,

-:Spogliati puttana, andiamo in camera! Abbiamo molte cose da fare!

ordinò secco Filippo. Rosa, pensò che la volesse scopare, era pronta, la voglia la divorava da dentro, ma quando entrarono in camera, capì che non ne aveva la minima intenzione, aprì il suo armadio e cominciò a cercare la minigonna che Roberto, voleva si mettesse. Non gli fu difficile trovarla, la prese e la guardò, non gli piaceva,

-:Tuo marito non capisce un cazzo, mica devi andare a far l'educanda! Vai a fare la troia!

in compenso ne vide un'altra, una bianca Stretch, cortissima. Rosa, la guardò non la indossava più da almeno vent'anni e sicuramente le sarebbe stata troppo stretta,

-:Metti questa! Sarà perfetta, una gonna da vera troia!

le intimò, porgendole l'attaccapanni,

-:Ma... ma questa è vecchissima, non mi starà più! Non ho più vent'anni!

ma lui la fissava serio e lei dovette cedere, mettendo quindi quella minigonna, come previsto era veramente troppo stretta e le fasciava il culo in modo osceno, appena provò a muoversi, la gonna salì, scoprendole le belle chiappe sode e la figa liscia. Filippo, sorrise, mollandole una pacca sonora sul culo scoperto,

-:Così sei perfetta, sei tutta puttana! I camionisti ti salteranno subito addosso!

ghignò perfidamente, cercò di risistemarsi, per coprire le nudità, ma fu una cosa momentanea, on appena si muoveva era tutto daccapo, lui le scattò una foto, indossava solo la minigonna e aveva le tette nude e la inviò immediatamente a Roberto,

Ø  Che ne dici se metto questa? Sono abbastanza troia?

il marito, rispose immediatamente,

Ø  È perfetta, ma non sei sola, chi ti ha scattato la foto?

già, dall'angolatura della foto, si capiva benissimo che non era sola,

Ø  Un amico, mi sta aiutando ad esaudire i tuoi desideri! Per convincerlo ho dovuto fargli un pompino con l'ingoio....

Filippo, si divertì a condire volgarmente quella risposta con un bel po' di particolari scabrosi, mentre lei, leggendo ciò che scriveva, si sentì morire,

Ø  Me lo ha spinto tutto in gola, mi ha costretto a leccargli le palle

Ø  E anche il buco del culo!

Ø  Puttana, sei una gran puttana, fagli un altro pompino, voglio vederti ingoiare la sborra!

Filippo, era notevolmente divertito e ogni volta che quel cornuto di suo marito rispondeva ad un messaggio, lo leggeva ad alta voce, scimmmiottandolo, lei lo fissò, cercava di capire le sue reali intenzioni, cercava di capire il motivo di quel suo strano comportamento, era sin troppo evidente che la desiderava, lo era sempre stato, perché ora non la scopava?

-:Che aspetti puttana, prendimi il cazzo in bocca, il cornuto vuole guardre mentre mi fai un bel pompino con risucchio e ingoio!

si inginocchiò e lui avviò una videochiamata su whatsapp, cominciò a riprenderla, si leggeva nitidamente nei suoi occhi il disagio che in quel momento la tormentava e Filippo, ne godeva spudoratamente. Mentre gli tirava fuori il cazzo e cominciava a succhiarlo, sentì dal telefono la voce di suo marito,

-:Così, sei proprio una vacca, dai succhialo tutto! Leccagli le palle, la cappella!

farlo così, con Roberto, che la guardava a distanza, non era la stessa cosa, la bloccava, ma non appena sentì quel grosso palo di carne nodoso, scivolare nella sua bocca, si scatenò. Cominciò a succhiarlo, leccare la cappella, così come aveva fatto non più di un'ora prima, leccò le palle, le succhiò avidamente, si soffermò sul frenulo, succhiò la punta, lo avviluppò sino a sentirlo in gola, se il marito era contento così, lei era ancora più contenta,

-:Che lurida puttana, ti piace il cazzo!

lo succhiava con tutta se stessa, quel cazzo, che tanto le ricordava un grosso fungo, le piaceva, era duro, nodoso e fremeva energicamente. Filippo, le sborrò in faccia, era la seconda volta che lo faceva, proprio come nel pomeriggio, gli piaceva umiliarla in quel modo, la trattava come una vacca, come una puttana da strada,

-:Aprì la bocca, bevi, ingoia la mia sborra!

le ordinò, mentre il primo getto di caldo liquido le colava sul seno, obbedì, aprendo la bocca, per permettergli di sborrarle anche in bocca, mentre ingoiava, Filippo, chiuse sadicamente la videochiamata, così da lasciar Roberto, sulle spine, con il cazzo in mano,

Ø  Troia, puttana, ti piace il sapore della sborra!?
scrisse suo marito, ma a quel punto Filippo, non aveva più intenzione di rispondere, voleva farlo stare sulle spine, torturarlo, così come stava facendo con Rosa. Le fece fare una doccia e indossare la camicetta trasparente, le grosse tette si vedevano bene, come gli scuri capezzoli duri, era pronta. Proprio come voleva suo marito, sembrava una squallida puttana. Salirono in macchina e presero l'autostrada, Filippo, conosceva bene quel tratto e sapeva anche dove avrebbero potuto trovare i camionisti. Mentre la macchina correva veloce, le mise nuovamente la mano fra le cosce, Rosa, era al limite, l'aveva stuzzicata e masturbata più volte, ma ancora non l'aveva scopata. Appena passarono il casello di Recco, subito fuori dalla prima galleria, entrò nel parcheggio dell'autostrada, li erano già parcheggiati molti camion.

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